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Pharma

09 Febbraio 2024

Farmaceutica, Cattani: Cuore pulsante della produzione industriale italiana

“Ci confermiamo il cuore pulsante della produzione industriale”, con un dato “che stabilisce un +7,3% su base annua a dicembre, rispetto a un 2022 di crescita straordinaria con + 22%” che, quindi, per il 2023 potrebbe aver superato i 50 miliardi di euro 


“Ci confermiamo il cuore pulsante della produzione industriale”, con un dato “che stabilisce un +7,3% su base annua a dicembre, rispetto a un 2022 di crescita straordinaria con + 22%” che, quindi, per il 2023 potrebbe aver superato i 50 miliardi di euro. Lo dichiara oggi il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, a Sanità33, a margine di un incontro con i giornalisti a Roma per parlare di produzione farmaceutica con Anna Maria Braca, presidente gruppo Cdmo di Farmindustria. “Il dato odierno di produzione industriale – sostiene Cattani - conferma un trend molto positivo per il settore farmaceutico e in particolare il CDMO, ovvero l'insieme delle aziende che producono farmaci semilavorati per l'industria farmaceutica per i produttori a brand”.



Cattani ha illustrato i risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia 2023 sul Cdmo, la produzione farmaceutica ‘conto terzi’. Una ‘branca’ del pharma in cui l’Italia è prima in Europa, con un fatturato da 3,1 mld di euro (su un totale in Ue da 13,5 mld, dati 2021) surclassando Germania e Francia. Nel nostro Paese operano “una ventina di società a capitale italiano ed estero – ha detto Braca – con un’importante tradizione manifatturiera. Nel 2021 con 3,1 mld di euro siamo primi in Europa (22,9% del fatturato), in crescita rispetto al pre-Covid”. Secondo l’indagine presentata, dal 2012 al 2021 l’Italia ha segnato un +82,6% di fatturato. La media del Cdmo è di una crescita del 9% l’anno, con una vivacità della produzione dei biologici e degli iniettabili: un prodotto ‘per conto’ su 4 è biotech. Il settore ha destinato ai mercati esteri oltre l’80% del fatturato nell’ultimo triennio. “Parliamo di un export – ha puntualizzato Cattani – che nel 90% dei casi è destinato a Paesi avanzati. Ecco perché restano fondamentali due aspetti: tecnologie e competenze”.

Sono premesse importanti “per continuare a crescere e fare occupazione iperqualificata nel nostro Paese”, dice il numero uno di Farmindustria. Cattani ha sottolineato inoltre l’importanza della collaborazione con il governo, anche alla luce di politiche europee che, sul fronte della transizione ecologica, sono improntate a una “follia ideologica”. “L’Europa – afferma – sta diventando la casa degli obblighi rispetto alla casa delle possibilità, degli investimenti e delle competenze”. Inoltre, in Europa, preoccupa il rallentamento della Germania. “Se rallenta la Germania, rallentano un po’ tutti”, ha detto ancora Cattani. Ecco perché, “dobbiamo continuare a lavorare in piena collaborazione con l'attuale governo, con il ministro della Salute Orazio Schillaci, il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto, ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e rendere l'eccellenza dell'Industria farmaceutica italiana più forte ancora per la nostra economia e per la sicurezza del Paese”.

Anna Capasso

TAG: CATTANI, FARMACEUTICA

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