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31 Gennaio 2024

Covid-19, Speranza: ecco che cosa ci ha insegnato la pandemia

Il libro “Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute” è stato presentato alla sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Alla presentazione l’allora ministro della Salute si è confrontato fra i protagonisti dello scenario politico


Covid-19, Speranza: ecco che cosa ci ha insegnato la pandemia

Giornate interminabili in cui andavano prese decisioni drastiche per la vita di tutti. Ai momenti drammatici della pandemia e a ciò che hanno insegnato è dedicato il libro scritto dall’allora ministro della Salute, Roberto Speranza, dal titolo “Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute” (Solferino), presentato alla sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Per animare la presentazione, sono intervenuti, oltre all’autore, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che, come ricorda la moderatrice, Lucia Annunziata, non si incontravano in un evento pubblico da sei mesi.

“Non c’erano manuali da seguire perché eravamo i primi in Occidente ad affrontare il Covid-19”, osserva in apertura Anna Ascani, oggi vicepresidente della Camera che durante la pandemia era vice ministra all’Istruzione. Sono state prese “decisioni necessarie - ricorda - che hanno salvato le vite ma che sono state molto sofferte. Tutti noi come governo abbiamo preso decisioni, per la scuola, specie per me, sono state le più sofferte”. Rispetto alla fase odierna, Ascani si chiede che fine abbia fatto lo slancio di riformare il Ssn: “con Roberto Speranza - afferma - avevamo portato la spesa della salute sopra il 7% del Pil. Oggi l’Italia invece si trova al 6,4%. Siamo fanalino di coda nei Paesi nordoccidentali e penultimi in quelli del G7. Dobbiamo difendere il Servizio sanitario nazionale che certo va migliorato ma non può passare l’assalto della destra attraverso l’ariete della autonomia differenziata”.

“Sono molto preoccupato perché durante la pandemia avevamo detto mai più tagli alla sanità e, invece, passata l’emergenza, ci stiamo ritrovando dove eravamo prima”, lamenta Roberto Speranza, oggi deputato. “Non possiamo cancellare la lezione del Covid-19 - continua -. Il libro non è la storia di un ministro o di un governo ma di un Paese colpito duramente che ha saputo reagire e rialzarsi. L’Italia è stato un grande Paese, l’Italia in quella sfida tremenda ha retto. Non ci sto - ribadisce - a buttare quella storia che dobbiamo rivendicare e leggere fino in fondo. Sento dire da tanti mondi che il governo Meloni non risolve i problemi ma non c’è un’alternativa. Guardate che un’alternativa è già esistita, si può governare insieme. Quando si tolgono le questioni che ci dividono si può governare”.



Il governo che allora ha affrontato la pandemia ha seguito chi ne sapeva di più, ricorda Elly Schlein. “L’idea di ascoltare la scienza e la sanità pubblica per capire cosa aveva bisogno il Paese è stata la chiave per assumere scelte difficili”. La stessa Schlein rammenta la difficoltà di intraprendere scelte dolorose come la chiusura di scuole e nidi quando lei stessa era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. “Abbiamo dovuto ascoltare la scienza - ricorda - e prendere decisioni molto impopolari. Nella mia esperienza locale ho avvertito, fra la prima fase e la seconda, una differenza di atteggiamento nelle persone che forse erano più stanche”. “Il libro di Roberto - afferma - serve a non sprecare quella crisi”. E riferita all’esecutivo Meloni aggiunge: “sono al governo da 15 mesi ma tanto gli è bastato per invertire il trend di crescita della spesa sanitaria pubblica. Abbiamo chiesto di sbloccare il tetto alle assunzioni approvato nel 2009; stiamo chiedendo di non dimenticare la salute mentale. Quando vediamo i dati del disagio psicologico ci rendiamo conto che la coda è lunga e che l’investimento non c’è”. “Con la pandemia - conclude - abbiamo visto con luce nuova diseguaglianza antiche. È doppiamente colpevole il governo che non vuole trarre la lezione”.

Chi era a capo del governo che dovette gestire l’arrivo del virus Sars Cov-2, è Giuseppe Conte, oggi presidente del Movimento 5 stelle. “La pandemia stravolge completamente gli obiettivi politici - commenta -. Abbiamo cercato di trasmettere il messaggio che potevamo tramutare in opportunità il momento più difficile”. “Non eravamo abituati all’estero a dare l’immagine di una comunità che si raccoglie pur ritrovandosi fragile e vulnerabile. Ed è stato uno choc sapere che non producevamo mascherine o respiratori. Abbiamo dovuto affrontare nodi politici, economici e giuridici impensabili”.
E sugli strascichi giudiziari, Conte osserva: “siamo stati denunciati - ricorda - per aver chiuso troppo o troppo poco. Siamo stati chiamati e assolti con formula piena sia dal tribunale di Roma sia dal tribunale di Brescia”.

Riguardo alla istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid, Conte si dice dispiaciuto ma aggiunge: “sarà un boomerang per chi l’ha concepita come un plotone di esecuzione”. Anche Speranza non teme il giudizio dei parlamentari: “ho zero paura della commissione - annuncia - ma mi fa pena che un grande Paese come l’Italia debba ridursi a fare polemica sulla cosa più grave capitata negli ultimi anni. Questa commissione potrà verificare cosa è accaduto a Pechino ma non quello che è accaduto a Milano o a Palermo. È chiaro che verrà fatta per colpire Speranza”. 

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