Login con

sanità

14 Dicembre 2023

Il Servizio sanitario nazionale compie 45 anni. L'assistenza sanitaria come diritto sociale

Il 24 dicembre 1978, 31 anni esatti dopo il varo della Costituzione, arrivò in Parlamento la legge che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale. Oggi in occasione del 45° anniversario del Ssn, il compleanno cade in giorni difficili


Il 24 dicembre 1978, 31 anni esatti dopo il varo della Costituzione, arrivò in Parlamento la legge che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale. Oggi in occasione del 45° anniversario del Ssn, il compleanno cade in giorni difficili. A inizio dicembre hanno scioperato i camici dell’ospedale, lunedì 18 si replica e toccherà agli anestesisti Aaroi Emac, ai radiologi e laboratoristi Fassid, a Cisl e veterinari FVM. In parlamento, l’opposizione rimprovera la maggioranza di non aver rifinanziato a sufficienza il fondo della sanità pubblica anche se sono stanziati 5,3 miliardi in due anni con priorità ai contratti di medici ed infermieri. In realtà nei 2,4 miliardi ricavati per i nuovi contratti ci stanno tante cose: dipendenza pubblica, comparto, dirigenza ospedaliera e convenzioni per gli anni 2022-24. Ad alimentare il disagio c’è poi la previsione che il finanziamento pubblico del Ssn tra 2024 e 2025 in relazione al prodotto interno lordo scenderà sotto la soglia di “sopravvivenza” dei sistemi universalistici fissata dall’Ocse al 6,5%. Infine, c’è un terzo dato che fa riflettere: il governo ha sì ridotto i tagli alle pensioni di medici e infermieri, ma per ricavare il tesoretto da cui finanziare la spesa imprevista sarebbero stati previsti esborsi crescenti nel tempo (con picchi dal 2033) e per ora, sostengono gli analisti, affidati a futuri tagli al finanziamento del Ssn.


In questi giorni difficili risuonano i dati e le parole offerti dal Presidente Fnomceo Filippo Anelli qualche tempo fa nel presentare il Rapporto steso con Censis sul “Valore economico e sociale del Servizio sanitario”. Quel rapporto, ha ricordato Anelli, dice almeno tre cose. Primo, tre italiani su quattro rivendicano un legame forte con i medici, vogliono avere il diritto di scegliersi il medico di famiglia, e nove su dieci non sono disposti a delegare ad algoritmi d’intelligenza artificiale la tutela della propria salute. Secondo, i cittadini mantengono grande fiducia nel Ssn: il 90%, vorrebbe che il Governo avesse le cure come priorità e il 76% “vede” solo una sanità pubblica o comunque più pubblica che privata. Ma, terzo blocco di dati, in un caso su quattro gli intervistati nel sondaggio non riescono a risparmiare per far fronte ai costi delle prestazioni; in sette casi su cento devono rinunciare a curarsi per i costi o per le attese; al Sud in quattro casi su cinque testimoniano il problema di dover emigrare in cerca di cure.

«Il Ssn nasce come servizio pubblico finanziato con le tasse dei cittadini e garantito per tutte le fasce della popolazione al momento dell’uso. Quando nel 1978 fu nominata Ministro alla Salute Tina Anselmi, la riforma che avrebbe dovuto superare il sistema mutualistico e adeguare il sistema sanitario alla Costituzione languiva in Parlamento da ben 14 anni. Nel suo discorso alla Camera, il 23 dicembre 1978, la Ministra Anselmi fu chiara nel rendere esplicito il fatto che la riforma era frutto del sentire ampio del paese: “La riforma è frutto dell’iniziativa del movimento operaio...” ossia della parte più discriminata del Paese in tema di salute e si basa su quattro principi cardine: “Globalità delle prestazioni, Universalità dei destinatari, Eguaglianza del trattamento, Rispetto della dignità e della libertà della Persona”», ha spiegato Anelli introducendo il Rapporto. «Molte cose sono cambiate da quel lontano 1978. Sono tornate ad affacciarsi le mutue o, meglio, le assicurazioni: il 17% della popolazione ne ha sottoscritta una (…) Il 41% della popolazione italiana ritiene che in questi anni la qualità dell’assistenza Ssn sia peggiorata. Il 69% ritiene che la sanità di oggi risponda più alle esigenze di bilancio che non a quelle di salute. Oggi i cittadini chiedono allo Stato e alle Regioni di lavorare insieme per superare (…) le diseguaglianze, proprio in quella classe operaia che a fine anni Sessanta innescò il sogno di realizzare un servizio sanitario che offrisse a tutti gli individui senza distinzione alcuna le prestazioni, i trattamenti e le cure necessarie a garantire il diritto alla salute».

TAG: SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

23/02/2024

Stili di vita, nutrizione, adeguata attività fisica e mentale e uso di specifici supplementi possono modificare i processi di invecchiamento e di...

23/02/2024

Almeno 2 persone su 10 non sanno cosa sia il Fuoco di Sant'Antonio e una su 2 dice di saperne poco.  Eppure, quasi 2 su 3 conoscono altri che ne hanno sofferto e il...

23/02/2024

Novo Nordisk ed Eli Lilly hanno preso il comando nella corsa per conquistare l’ampia fetta del mercato dei farmaci per la perdita di peso, che si prevede avrà un...

23/02/2024

L'assemblea dei soci di Acc, la Rete Oncologica Nazionale del ministero della Salute, ha confermato alla direzione generale, per i prossimi 5 anni, Paolo De Paoli,...

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

EVENTI

©2024 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Via Spadolini, 7 - 20141 Milano (Italy)

Top