Governo e Parlamento
23 Novembre 2023 "In merito a notizie di stampa relative all'iscrizione dell'ex ministro Roberto Speranza al registro degli indagati presso la procura di Roma a seguito di alcune denunce in materia di vaccini si precisa che gli atti sono stati inoltrati al competente tribunale dei ministri con contestuale richiesta di archiviazione". Lo afferma il legale di Roberto Speranza
"In merito a notizie di stampa relative all'iscrizione dell'ex ministro Roberto Speranza al registro degli indagati presso la procura di Roma a seguito di alcune denunce in materia di vaccini si precisa che gli atti sono stati inoltrati al competente tribunale dei ministri con contestuale richiesta di archiviazione". Lo afferma il legale di Roberto Speranza, Danilo Leva.
L’avvocato si è espresso dopo che il quotidiano La Verità e la trasmissione tv Fuori dal coro avevano diffuso la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma dell’ex ministro insieme all’ex direttore di Aifa Nicola Magrini, dopo gli esposti di alcuni sindacati della polizia e guardia di Finanza e del comitato Ascoltami su presunti danni provocati dal vaccino anti Covid. L’avvocato Leva precisa come la procura abbia ritenuto di non procedere con l’indagine. Ora dovrà esprimersi il tribunale dei ministri.
La richiesta di archiviazione, oltre al ministro Speranza, riguarda i nove indagati negli stralci delle indagini, trasmesse dai pm di Bergamo e Brescia per competenza territoriale, relative al piano pandemico e alla gestione dell'emergenza Covid. Le accuse contestate a vario titolo e a seconda delle posizioni erano di rifiuto e omissioni in atti d'ufficio, falso e truffa. Lo scorso giugno le posizioni dei tre ex ministri della Salute, Roberto Speranza, Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin, sono già state definite con un decreto di archiviazione dal Tribunale dei ministri di Roma.
Ora, dopo l'attività istruttoria svolta dalla pm Claudia Terracina con il coordinamento del procuratore aggiunto della Capitale Paolo Ielo, è stata chiesta al gip l'archiviazione anche delle altre posizioni. Tra questi l'ex presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, per il quale era stata ipotizzata la truffa in riferimento a erogazioni pubbliche, l'ex numero due dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Ranieri Guerra, cinque dirigenti del ministero della Salute, Claudio D'Amario, Francesco Maraglino, Loredana Vellucci, Mauro Dionisio e Maria Grazia Pompa, l'allora direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giuseppe Ruocco e l'ex capo della Protezione civile Angelo Borrelli.
Una richiesta di archiviazione che, a quanto si apprende, si fonda sull'assenza di responsabilità penale in relazione alla mancata revisione del piano pandemico, il cui obbligo di aggiornamento era legato al cambiamento della situazione epidemiologica. Un piano che, secondo quanto emerso, era già in fase di aggiornamento.
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