Governo e Parlamento
21 Settembre 2023 Parere favorevole della Conferenza delle Regioni alla ripartizione delle risorse Pnrr che interessano i servizi di Telemedicina. In sede di Conferenza Stato-Regioni è stato dato il via libera al decreto che prevede investimenti per 750 milioni per la telemedicina per raggiunge nell'erogazione dei servizi almeno 200mila persone
Parere favorevole della Conferenza delle Regioni alla ripartizione delle risorse Pnrr che interessano i servizi di Telemedicina. In sede di Conferenza Stato-Regioni è stato dato il via libera al decreto che prevede investimenti per 750 milioni per la telemedicina per raggiunge nell'erogazione dei servizi almeno 200mila persone.
Nel frattempo, viene sottolineato, le Regioni e le Province autonome hanno già adottato Piani Operativi che definiscono il proprio fabbisogno di servizi minimi di telemedicina e quindi il numero delle persone da assistere.
Ad Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, andranno 50 milioni in qualità di soggetto attuatore dell'investimento e alle Regioni e alle Province autonome saranno stanziate risorse per 432.049.248 di euro da ripartire in base al fabbisogno dei servizi minimi di telemedicina, vincolate all'acquisto sulla base della gare fatte dalle Regioni capofila (Lombardia per i servizi minimi di telemedicina e Puglia per le postazioni di lavoro) riferite ai fabbisogni.
Le Regioni hanno anche dato il via libera alla "definizione dell'assetto della Rete nazionale tumori rari, che si interfaccerà con le reti oncologiche regionali". L'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni "definisce l'organizzazione nazionale prevedendo degli appositi centri che sono individuati sulla base dei criteri definiti nell'Intesa già precedentemente sottoscritta".
La rete nazionale - si legge in una nota - "è concepita in relazione al grado di competenze, di servizi prestati e alla capacità di teleconsulto. In questo modo si stabiliranno anche quali siano i centri nazionali e regionali di riferimento per l'intera famiglia o per la singola diagnosi di tumore raro. Sono previsti anche dei centri in rete non dotati di piena autonomia decisionale nell'intero processo di cura".
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