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Governo e Parlamento

14 Settembre 2023

Finanziamento Ssn e Pnrr le opposizioni si allineano. Ecco le loro richieste

Si cementa il fronte delle opposizioni contro la linea rigorista del governo in sanità. I tre principali partiti  insistono perché la sanità non abbia meno del 7% del Pil. La linea del governo è di restare sui 132,7 miliardi previsti dai documenti di programmazione, che corrispondono al 6,3% del prodotto interno lordo. Una percentuale alla quale le sanità pubbliche secondo l’Ocse collassano


Finanziamento Ssn e Pnrr le opposizioni si allineano. Ecco le loro richieste

Si cementa il fronte delle opposizioni contro la linea rigorista del governo in sanità. I tre principali partiti – Pd, Azione Italia Viva, Movimento 5 Stelle– insistono perché la sanità non abbia meno del 7% del Prodotto interno lordo. La linea del governo è di restare sui 132,7 miliardi previsti dai documenti di programmazione, che corrispondono al 6,3% del prodotto interno lordo. Una percentuale alla quale le sanità pubbliche secondo l’Ocse (Organizzazione per il commercio e lo sviluppo economico) collassano. In particolare, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non intende erogare i 4 miliardi in più richiesti dal ministro della Salute per pareggiare in parte all’inflazione il finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Ci sarebbero dunque teoriche spaccature nella maggioranza. Nei giorni scorsi, il presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli in audizione alla Camera ha ribadito che i 4 miliardi ci vogliono per i contratti di tutto il personale sanitario, e per le assunzioni. Ma attenzione, con 4 miliardi in più si arriva al 6,5 del Pil, non al 7. E le opposizioni su quella linea sono intransigenti.  Al Forum Ambrosetti di Cernobbio dove il governo aveva ribadito il suo indirizzo di non finanziare la segretaria Pd Elli Schlein aveva ammonito: “Non investire risorse nella sanità pubblica significa lasciare scoperte le regioni e tagliare servizi alle persone e non ce lo possiamo permettere”.  E Mariolina Castellone (M5S) aveva annunciando un progetto di riforma «per una sanità mai al di sotto del 7% del Pil. Una sorta di investimento minimo sanitario inderogabile, per poi guardare sempre più in alto».

In questi giorni, una forza tradizionalmente moderata, Azione guidata da Carlo Calenda (e federata con Italia Viva di Matteo Renzi), ha riproposto in un incontro con il Pd la stessa soglia per il Fondo sanitario, 7 % del Pil. Nell’incontro interpartitico erano presenti i responsabili sanità di Azione Marina Sereni, Walter Ricciardi e l’ex assessore salute del Lazio Alessio D’Amato. Azione-IV e il Pd sono d’accordo anche sulla destinazione delle risorse in più del Fondo sanitario sia al personale in camice (assunzioni e buste paga) sia al riordino delle liste d’attesa per esami e visite specialistiche. Chiedono inoltre di rivedere l’uso dei Fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In passato Azione-IV aveva proposto il ricorso al fondo Salvastati dell’Unione Europea (i prestiti del “Mes”) per finanziare sia un piano anti-liste d’attesa da 10 miliardi sia un piano pro-retribuzione del personale del Servizio sanitario. Il Movimento 5 Stelle potrebbe unirsi all’appello; il leader di Azione Calenda secondo voci mediatiche sarebbe però più interessato ad intavolare un dialogo con il governo Meloni per arrivare ad un accordo condiviso da tutto l’arco costituzionale.

Quanto al PNRR, per il quale l’Unione Europea conferma il pagamento della terza tranche, la strategia italiana è quella di modificare molte voci tenendo conto dell’impennata dell’inflazione verificatasi tra la data di partenza ed oggi, che ha eroso quasi 20 dei 190 miliardi previsti tra prestiti ed erogazioni a fondo perduto da Bruxelles.  Nella proposta italiana al vaglio della Commissione europea spicca l’idea di definanziare alcune misure (tra cui varie riguardanti la riqualificazione delle periferie) cancellandole dal PNRR, e di finanziarne altre incrementando fino a quasi 20 miliardi la dotazione del Repower Eu, altro piano UE presentato nel 2022 per dotare i paesi europei di fonti alternative di energia. Il ministro degli affari europei Raffaele Fitto ha ventilato agli enti locali che i loro progetti saranno salvati con coperture in arrivo dal Fondo di Sviluppo e coesione.

TAG: PNRR, SANITà GOVERNO, SSN

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