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26 Settembre 2022

Elezioni, i professionisti sanitari chiedono risposte da nuovo Governo. Al via mobilitazione

Dalle retribuzioni al pronto soccorso, dal Ssn e pubblico ai contratti, le sigle dei professionisti della Sanità chiedono risposte al prossimo governo, annunciando una mobilitazione generale anche in difesa del loro lavoro 


Dalle retribuzioni al pronto soccorso, dal Ssn e pubblico ai contratti, i professionisti della Sanità (FNOMCeO e le organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, dei veterinari, dei dirigenti sanitari, dei medici in formazione) chiedono risposte al prossimo governo, annunciando una mobilitazione generale anche in difesa del loro lavoro. «Il ridimensionamento dell'intervento pubblico, la china avviata verso la privatizzazione, la carenza strutturale di personale, dipendente e convenzionato, il peggioramento delle condizioni di lavoro con le fughe conseguenti, il trionfo della burocrazia e della medicina di carta - si legge in una nota congiunta delle organizzazioni - mettono a rischio la sopravvivenza stessa del servizio sanitario. Eppure, anche in questa campagna elettorale nessun partito ne ha fatto un tema centrale della propria proposta politica, limitandosi ad interventi frammentari e promesse fantasiose. Il fatto è che della Sanità, la politica poco sa e poco si cura di sapere, preferendo ignorare la realtà critica delle cose». I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind hanno annunciato per il 29 ottobre una mobilitazione nazionale a Roma di tutte le lavoratrici e lavoratori che operano nella sanità per rivendicare interventi urgenti nel settore.

I professionisti della sanità annunciano che al centro delle iniziative sono «il diritto alla salute, il valore del nostro lavoro», e chiedono alla Conferenza delle Regioni e al prossimo Governo risposte, a partire dalla legge di bilancio, anche alle assunzioni necessarie a far fronte all'esodo in corso, e a migliorare le condizioni di lavoro nelle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali; al recupero di ruolo sociale e professionale; impegno a evitare lo smantellamento del SSN, in atto da oltre 10 anni, le diseguaglianze conseguenti, la privatizzazione della più grande infrastruttura civile e sociale costruita dal nostro Paese. «Occorre rimettere al centro dell'agenda politica e del prossimo Governo l'importanza della medicina territorio, di quella generale e ospedaliera, con misure efficaci per rafforzarle. Da tempo abbiamo denunciato i nodi da sciogliere per rimuovere i tanti ostacoli al fine di investire sul serio e non a parole sulla salute degli italiani». E' quanto scrive, in una nota, la segreteria nazionale del Sindacato medici italiani (Smi) che aderisce «senza se e senza ma all'avvio di una mobilitazione in difesa della sanità pubblica, del loro ruolo e delle condizioni lavoro, dei medici», lanciata dalla Fnomceo e dalle organizzazioni sindacali dei medici della dirigenza. «Vogliamo riappropriarci del nostro ruolo e della nostra dignità professionale per poter curare al meglio i pazienti che ci sono affidati; in questo senso siamo impegnati a garantire a tutti i cittadini parità di accesso e immediate risposte in rapporto ad uguali bisogni di salute», aggiunge la nota. «Ad oggi nel nostro Paese sono più di tre milioni i cittadini senza medico di famiglia. Le postazioni di guardia medica o vengono chiuse o accorpate per mancanza di personale. Le ambulanze del 118 sono senza medico a bordo. Vogliamo che i giovani medici siano attratti da questa professione, che oggi disertano al pari dei vecchi che si prepensionano. Bisogna dire basta alla strisciante privatizzazione della sanità e salvaguardare il carattere pubblico, equo e solidale del Servizio sanitario nazionale», conclude la nota.

«Dopo avere evidenziato a più riprese allarme e preoccupazione, riteniamo giunto il momento, in assenza di risposte politiche efficaci, dell’assunzione diretta di responsabilità individuali e collettive attraverso civili e forti azioni, da parte di tutte le forze che hanno a cuore il patrimonio e la sorte del SSN», continua la nota congiunta delle organizzazioni. «Non si salva il sistema delle cure senza o contro chi quelle cure è chiamato a garantire. Anzi, la valorizzazione dei professionisti del Servizio Sanitario Nazionale, dell’area della dipendenza e della medicina convenzionata, è condizione imprescindibile per salvaguardare la salute dei cittadini. Il “capitale dei poveri”. Quella che, dicono, viene prima di tutto. È tempo, insomma, di curare la sanità perché questa possa curare la salute degli italiani».

TAG: ELEZIONI, GOVERNO, SANITà

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