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Governo e Parlamento

12 Giugno 2023

Sanità, Schillaci: nessuna intenzione di privatizzare. Riorganizzare settore a 360° con Pnrr

«Non c'è alcuna intenzione del governo o del ministero di distruggere o privatizzare la sanità», lo spiega chiaramente il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato da Bruno Vespa al forum 'L'Italia che verrà' alla Masseria Li Reni sul tema della sanità e assicurazioni private


«Non c'è alcuna intenzione del governo o del ministero di distruggere o privatizzare la sanità», lo spiega chiaramente il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato da Bruno Vespa al forum 'L'Italia che verrà' alla Masseria Li Reni sul tema della sanità e assicurazioni private. «C'è una forte quota di spesa out of pocket per l'assistenza da parte dei cittadini, che arriva a 40 mld di euro. Per ovviare a ciò, premesso che il governo non ha alcuna intenzione di distruggere o privatizzare la sanità pubblica, credo ci potrebbe essere e si potrebbe pensare ad un welfare sanitario offerto ai lavoratori all'interno dei loro contratti di lavoro». Piuttosto, secondo il ministro, «bisogna riorganizzare a 360 gradi la sanità italiana che si basa su due punti: i medici di famiglia e gli ospedali». Il Pnrr «destina 15-20 miliardi al settore ma alla salute penso che potevano esserne destinati di più». «Bisogna collegare ospedali e rete della medicina del territorio, bisogna decongestionare i Pronto soccorso, valorizzare la rete di prossimità ed i medici di medicina generale, valorizzando anche le farmacie». Bisogna fare tutto ciò «con i fondi del Pnrr, perché il futuro della sanità dipende dall'impiego di tutti fondi del pnrr. Questa è la sfida», sostiene Schillaci.

Tra le priorità in ambito sanitario nella spesa dei soldi del Pnrr, il ministro della Salute, oltre alla medicina del territorio, ha indicato la digitalizzazione e la prevenzione. «Per fortuna, siamo uno dei più paesi longevi al mondo, forse il secondo dopo il Giappone e avremo sempre più persone anziane - ha aggiunto - Oggi i dati indicano che il 75% dei decessi nei prossimi anni sarà dovuto a malattie croniche non trasmissibili, quindi dobbiamo puntare assolutamente sulla prevenzione». «Il garante della privacy ieri ha approvato la parte legata alla privacy relativa al fascicolo sanitario elettronico: è un risultato importante ed è un primo passo nella giusta direzione», ha detto Schillaci. «La digitalizzazione - ha rilevato il ministro - è il punto di partenza per ridurre le diseguaglianze. Credo che con la digitalizzazione, alla quale sono stati dedicati molti fondi del pnrr, finalmente la sanità arriverà dappertutto, tagliando le distanze tra nord e sud».  Rispetto poi alla carenza di medici di famiglia e alla scarsa attrattività del settore, Schillaci ha sottolineato che «bisogna riqualificare il medico di famiglia, anche con una formazione diversa andando verso una medicina di famiglia che venga equiparata a una scuola di specializzazione, perché ciò renderebbe più attrattivo il settore. Credo che riusciremo a trovare un accordo di collaborazione fattiva. Per le carenze sul territorio, ancora oggi chi è più ricco vive di più e questo - ha sottolineato - è inaccettabile. Troveremo degli accordi che facciano riapprezzare la figura del medico di famiglia».

In merito alla disomogeneità di cura tra tutte le Regioni del nostro Paese, Schillaci sottolinea che «bisogna fare in modo che le regioni che hanno più difficoltà possano essere aiutate, in questo c'è tutta la disponibilità del ministero. Il punto è che il ministero distribuisce i fondi ma poi sono le regioni che hanno la spesa in mano: rivendico dunque per il ministero un ruolo di controllo e di aiuto a chi ha più difficolta, questo per ridurre le diseguagliane». L’intervista si è soffermata anche sulla tanto attesa riforma dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Schillaci ha sottolineato che «abbiamo interesse che l'innovazione sia alla portata di tutti, perchè non possiamo permetterci di non offrire le innovazioni a tutti i cittadini». La riforma dell'Aifa, ha concluso, «è un processo che speriamo di concludere entro l'estate o subito dopo, per avere una Aifa piu snella e meno burocratica e stiamo percorrendo una via insieme ai ministeri competenti». In conclusione, sul rischio di nuove ondate pandemiche, Schillaci assicura: «Abbiamo il piano pandemico che scade quest'anno. Ci stiamo già lavorando, ne produrremo un altro entro la fine dell'anno. Bisogna ovviamente guardare con attenzione a quello che è successo, a non farsi trovare impreparati. Siamo sereni e fiduciosi». «Laddove ci fossero allarmi giustificati ovviamente interverremo», ha aggiunto il ministro della Salute.

TAG: SANITà GOVERNO

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