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Medicina

13 Giugno 2023

Influencer e content creator, in Francia stretta alla comunicazione sulla salute

In Francia è stato approvato una nuova proposta di legge che vieta la promozione della chirurgia estetica, della sospensione delle cure  e dei prodotti contenenti nicotina, con l’obiettivo di regolamentare e rendere più trasparente l’attività pubblicitaria degli influencer, contrastare chi fa pubblicità ingannevole e tutelare la salute dei cittadini. Lo riporta Le Quotidien du Pharmacien


In Francia è stato approvato una nuova proposta di legge che vieta la promozione della chirurgia estetica, della sospensione delle cure (astensione terapeutica) e dei prodotti contenenti nicotina, con l’obiettivo di regolamentare e rendere più trasparente l’attività pubblicitaria degli influencer, contrastare chi fa pubblicità ingannevole (i cosiddetti “influvoleurs”) e tutelare la salute dei cittadini. Lo riporta Le Quotidien du Pharmacien, il giornale dedicato ai farmacisti francesi.

Il testo di legge francese, proposto dal deputato del PS Arthur Delaporte a cui ha aderito anche il deputato di Renaissance Stéphane Vojetta, è "volto a controllare l'influenza commerciale e a contrastare gli eccessi degli influencer sui social network" ed è stato appena adottato, quasi all'unanimità, dai parlamentari.
La legge definisce che cosa sono gli influencer, ovvero “persone fisiche o giuridiche che, per quanto costose, mobilitano la loro notorietà con il loro pubblico per comunicare al pubblico per via elettronica contenuti volti a promuovere, direttamente o indirettamente, beni, servizi o qualsiasi altra causa”.

Per Vojetta, questa legge consentirà di rispondere a tre problemi: la mancanza di trasparenza nel settore, l'elusione delle regole che si applicano alla pubblicità, la mancanza di responsabilità degli attori: “Gli utenti dei social media sono troppo spesso vittime di post commerciali problematici. Il nostro obiettivo è tutelare il consumatore”.
"Gli influencer continueranno a esistere, ma in un quadro di fiducia", ha affermato Delaporte.

Il testo conferma anche l'obbligo di apporre la menzione "pubblicità" per tutta la durata di una sequenza promozionale, e ciò non appena l'influencer viene pagato o se riceve gratuitamente un prodotto o servizio che promuove la promozione, e segnalarne l'eventuale immagine che è stato ritoccato. E quando i messaggi diffusi per via telematica incidono sulla salute pubblica, il testo si spinge ancora oltre vietando espressamente la promozione della chirurgia estetica, dell'astensione terapeutica e dei "prodotti considerati realizzati a base di nicotina che possono essere consumati e composti, anche parzialmente, di nicotina". Se manca un po' di chiarezza a quest'ultima formulazione, la volontà dei parlamentari è quella di insistere sul divieto di ogni pubblicità a favore del tabacco, dei prodotti da svapo e di ogni derivato come le bustine di nicotina che hanno invaso il mercato fin dall’inizio dell'anno.

Il rapporto della DGCCRF (Direzione Generale Concorrenza, Consumatori e Prevenzione Frodi) dello scorso gennaio ha concluso che il 60% degli influencer non rispetta le norme sulla pubblicità e sui diritti dei consumatori. Ma anche per il moltiplicarsi di azioni collettive per truffa e offensive sui social.
Se finora non era stata stabilita una normativa specifica in materia di influ-marketing, era tuttavia già soggetta a testi esistenti, in particolare al codice della sanità pubblica, al codice del commercio o al codice del consumo.
I parlamentari, di tutte le parti politiche, si sono da allora trovati concordi sulla necessità di regolamentare l'attività degli influencer e tutelare meglio gli utenti da promozioni a volte nascoste, spesso illegali e soprattutto pericolose per la salute pubblica.

Su questo disegno di legge, l'obiettivo primario era quello di "confermare che le norme esistenti in materia di pubblicità e promozione si applicano al marketing dell'influenza" e quindi, attraverso questa legge, di fare "uno sforzo per educare e sostenere gli attori del settore". Perché, ricorda un rapporto del Senato, «contrariamente alla credenza popolare, gli influencer devono già rispettare le norme vigenti in materia di vigilanza sulla pubblicità e promozione di beni e servizi», in particolare in tema di divieti (farmaci soggetti a prescrizione medica, dispositivi medici rimborsati, tabacchi, ecc.) o inquadramenti esistenti (giochi d'azzardo, bevande alcoliche, ecc.).

La situazione sta cambiando soprattutto per quelli che ora vengono chiamati “influvoleurs” in francese e "influ-thieves" in inglese, cioè influencer senza remore che ingannano il loro pubblico facendo pubblicità occulta o promuovendo prodotti proibiti e pericolosi. Dal 31 maggio diversi influencer sono stati costretti dalla DGCCRF a pubblicare un messaggio sui propri social network per 30 giorni per pratiche commerciali ingannevoli. Ma pare essere solo la punta dell'iceberg. La DGCCRF ha infatti annunciato il rafforzamento delle sue azioni di controllo: dei 50 influencer controllati nel primo trimestre 2023, 30 sono stati oggetto di denunce che hanno portato a 18 ingiunzioni di cessazione di pratiche illecite e 16 denunce penali.

Il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, ha annunciato un rafforzamento dei controlli entro fine anno e presentato la “Guida di buona condotta per influencer e creatori di contenuti” rivolta ai 150.000 francesi che svolgono questa attività, sia come attività primaria che secondaria.

https://www.lequotidiendupharmacien.fr/exercice-pro/influenceurs-et-sante-une-loi-pour-contrer-les-charlatans?xtor=EPR-2-%5BNL_editionhebdo%5D-%5B20230608%5D&utm_content=20230608&utm_campaign=NL_editionhebdo&utm_medium=newsletter&utm_source=qph

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