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27 Giugno 2023

Innovazione tecnologica e ricerca, come sta cambiando la medicina

L’mRna come messaggero dell’innovazione. È stato il tema al centro dell’incontro che si è tenuto lo scorso 21 giugno all’Auditorium Ara Pacis a Roma e che ha visto confrontarsi esperti del mondo della medicina, della ricerca e del mondo farmaceutico a partire da Stephane Bancel, Ceo e co-Founder di Moderna, a Roma in occasione dell’apertura della sede Italiana della multinazionale americana


L’mRna come messaggero dell’innovazione. È stato il tema al centro dell’incontro che si è tenuto lo scorso 21 giugno all’Auditorium Ara Pacis a Roma e che ha visto confrontarsi esperti del mondo della medicina, della ricerca e del mondo farmaceutico a partire da Stephane Bancel, Ceo e co-Founder di Moderna, a Roma in occasione dell’apertura della sede Italiana della multinazionale americana.
“Il ministro della Salute sta ragionando in termini di politiche di sostegno per l’innovazione tecnologica e la ricerca nel nostro paese – ha detto Marco Mattei, capo della segreteria tecnica del ministro della Salute, intervenendo al dibattito – affiancando e sostenendo le attività di ricerca delle grandi multinazionali che, come Moderna, decidono di venire a investire e fare sperimentazione in Italia”.
Per Giovanni Rezza, epidemiologo, già Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute, “È importante individuare prototipi vaccinali e vaccini pre-pandemici, che possano aiutarci a fronteggiare una nuova pandemia, senza farci trovare impreparati. Per far questo – ha sottolineato Rezza – è importante favorire investimenti tra il settore pubblico e quello privato e farci trovare pronti con i piani pandemici”.
L’innovazione tecnologica sta di fatto già cambiando il futuro della medicina, lo ha detto Roberta Siliquini, professore Ordinario al Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche all’università di Torino e presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica. “Oggi ci troviamo di fronte ad un cambio di paradigma – ha detto Siliquini – ci con farmaci innovativi, ma anche molto costosi. C’è bisogno di nuove politiche decisionali, di una partnership solida tra pubblico e privato, di una distribuzione equa dei farmaci e di una integrazione tra cure personalizzate e sanità pubblica”.
E di nuove strategie di programmazione sanitaria ha parlato anche Amerigo Cicchetti, Direttore Altems, l’Alta scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, e professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “L’innovazione tecnologica ci sta ponendo nuove sfide, prima tra tutte come utilizzare al meglio le nostre risorse economiche. Seguono poi le sfide della governance, dei finanziamenti, della tecnologia e della rete dei servizi”.
Mentre Franco Locatelli, Professore ordinario di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro cuore, ha portato una testimonianza di come, dal suo osservatorio privilegiato, l’evoluzione della tecnologia stia già modificando l’approccio alle cure e alla prevenzione, al punto che oggi si convive, se non addirittura si guarisce da malattie in età pediatrica che fino a ieri erano considerate incurabili.
Un ruolo di primo piano spetta anche all’Intelligenza Artificiale che, come ha sottolineato Luca Pani, professore di farmacologia clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia, di fatto faciliterà il lavoro dei medici, liberando tempo ed energie che i medici stessi potranno dedicare di più al rapporto diretto con il paziente.

Francesca Malandrucco

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